08 apr 2009

Il capoccione e l'asticella

Ieri a sera un capoccione ha ribadito il concetto che qui in taja c'è troppa illegalità e che bisogna aumentare il carico burocratico "alzare l'asticella" per risolvere tutto (strano perchè quando era lui al governo ci aveva provato a portare un po' di modernità al paese ma fu subito stroncato da le varie lobby che governano veramente).
Qui in taja ci sono già tonnellate di leggi, quello che manca è la loro applicazione per ristabilire il principio della responsabilità.
Chi afferma e sottoscrive una cosa non vera, in caso di evento nefasto va in galera, se poi ci scappa il morto, allora si becca l'ergastolo se è in vita o i suoi eredi pagano la responsabilità civile.
Non si danno 5 o 8 anni (dopo averli assolti in primo grado) a dei responsabili per il crollo di una scuola in cui hanno perso la vita decine di bambini: si dà l'ergastolo.
Se tu sei un incapace ed occupi posti di responsabilità, sappi almeno che rischi l'ergastolo.
Ristabilire il concetto di responsabilità e di esecuzione dei lavori e delle opere secondo la regola dell'arte (vedi il mastro muratore in " I posti di mare" del 27-3-09): questo occorre, altro che qualche timbro in più ottenuto dai vari maneggioni dietro rilascio della solita mazzetta o pizzo legalizzato se si preferisce!
In ogni caso l'asticella, se ben usata, potrebbe servire come ulteriore deterrente, ma solo nell'ipotesi di impalamenti sulle pubbliche piazze, particolarmente per quei pubblici dipendenti così incollati alle loro prebende o poltrone, che rinunciano a portare avanti le loro giuste ed abbozzate battaglie non appena si scontrano con gli interessi delle caste che hanno portato questa nazione ai livelli di inciviltà degni dei paesi equatoriali.

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