26 mar 2015

Piazza Verdi la domenica

- Senti, me porti a p.za Verdi?
- Manco si te spari, prendi la 600 e vacce da sola, sta all’altra parte della città
- Ma io non conosco le strade, me perdo
- Nun ce credo, diciamo che te serve l’autista, perché na vorta arrivata lì, poi nun parcheggi
- E dai, chissà quanta bella robbetta che c’è
- Manco morto me faccio il traffico, vacce co’ l’autobusse
- E dai che la domenica nun passeno mai l’autobussi
- E vabbè giusto perché sei tu, ma guarda che è l’ultima vorta che lo faccio
………. Tornati a casa il pomeriggio grigio …….
- Ma quante belle cosucce che hai comprato, tutti affaroni immagino
- Ehèè sì, tiè, ho pensato pure a te t’ho preso sto majone de cascemirr
- Ma dai misurati sta robba, voglio vedettela addosso, chissà come te stà bene, ma quanto te dona e te ringiovanisce, spogliati, spogliati chissà come te slancia sta bella gonna.
- Si me spoglio, me spoglio, provo pure la camicetta, sì, no, si, siii, noo, ma dai, ma che fai, lì no, si, sii, sta camicetta mo me la sciupi, dai, sono sudata
- Sta robetta te ringiovanisce tanto, te leva armeno vent’ anni, me ne so accorto dal tiro e non ti preoccupare per i pantaloni, come al solito stretti, che fra 15 giorni te ce ariporto pe’ cambialli a p.za Verdi.
Però quanto amo sta piazza: pe’ rafforzà er legame coniugale è puro meglio dell’ikea.

(Tutto ciò molti anni orsono, poi per i capi fallati, i campionari e l'invenduto di marca si inventarono gli outlet anonimi e senza quel calore umano proprio dei mercatini)

19 mar 2015

A mente sgombra

Invidio chi ha avuto la fortuna e l'educazione di poter esternare a mente sgombra. Fortuna ed educazione, le due cose necessarie e complementari; senza la fortuna non si va da nessuna parte, immaginatevi su un'isola deserta e voi che partite ogni mattina alla ricerca di qualcosa da mangiare, di certo non potreste essere animalisti convinti. L'educazione invece è necessaria, formativa, il morto di fame in origini e poi scampato grazie al suo ingegno alla morte sull'isola deserta senza una accurata formazione educativa, anche se si dichiara ufficialmente animalista, ogni tanto si concede qualche assaggio, una fettina de prosciutto, du braciolette a scottadito, quarche spigolaccia lessa, insomma la panza prevale sullo spirito e la mancanza dell'educazione genera in lui sensi di colpa per aver trasgredito al pensiero.
Ora esistono esseri umani che sono inseriti socialmente nella comunità e sono chiamati a formare pensieri e comportamenti delle masse e li riconosci proprio per il fatto che avendo l'opportunità di avere a disposizione i mezzi di comunicazione, esternano in continuazione a mente sgombra: dobbiamo essere accoglienti verso i nostri fratelli, non tutti possono pagarsi il biglietto dell'autobus, i vecchi che arrivano da noi hanno diritto alla pensione sociale, purché siano residenti e le solite lagrime in favore dello sfortunato morto ancora una volta sotto un albero di 30 metri piantato lungo le strade urbane. Lo vedi subito il pensiero sgombro, la mente fulgida che organizza il vivere delle comunità non si pone dubbi, non baratta la cosa con almeno l'impegno di venire ogni giorno presso l'ufficio derelitti a ritirare la tua sussistenza quotidiana magari in pacco viveri prodotti localmente, nè si preoccupa di evitare per sempre di piantare alberi di 30 metri senza relativo spazio per cadere senza danni.
Fuori dal loro ambiente poi li riconosci facilmente nel momento della condivisione a partire dalle necessità elementari, a tavola ad esempio, di fronte a qualsiasi piatto loro se ne staccano sempre una grande porzione anche se non la mangeranno, senza mai curarsi se ce n'è abbastanza per tutti, presenti ed assenti.
 Insomma tutti questi grandi esternatori a mente sgombra credono di non aver nulla da invidiare al papa, cosicchè se qualche volta accade di vederne uno leggermente in cazzato e non più totalmente sgombro lascia pensare all'ascoltatore pornodidattico che qualcosa abbia ingombrato una sua qualche cavità recondita, ma non nel cervello  
    
ricordatevi sempre che le intercettazioni sono indispensabili per la soluzione dei casi,

12 mar 2015

Un paese migliore, finalmente

Da ieri l'tajja è un paese migliore, finalmente, spero che anche Voi che mi leggete da tempo ve ne siate accorti. Ora, anche Voi, qualora foste con la coscienza turbata da qualche colpa, pentiteVi, confessateVi e fateVi perdonare dal vostro padre spirituale, dal vostro analista o, gratuitamente, dal vostro consulente di fiducia.
Non fateVi sempre riconoscere per quello che siete, cerchiamo di migliorare sempre più la vita nel nostro paese, al limite se non vi fidate di nessuno rivolgetevi ai tanti siti confessionali che ci sono in rete.
C'è un mondo nuovo in meeee, grazie a teee, grazie a teee 
PentiteVi ed augurateVi di non aver mai a che fare con la giustizia terrena, dispensatrice di sogni, perché la vedo dura dimostrare che qualcosa si sia introdotta in una qualsiasi cavità senza che il proprietario di questa lo denunci od ammetta l'intrusione.
Date il Vostro contributo a questa nuova aria che si respira ovunque, dall'alpi a Lampedusa, pentitevi gratuitamente, non andate ad ingolfare i tribunali, risparmiate sui costi che come sempre poi si riverserebbero sulla Vostra schiena di sudditi 
  
Se proprio proprio ci tenete, oggi potete farlo 

05 mar 2015

Evoluzioni immaginifiche, mi son comprato una statua

Eh, bei tempi quelli, io li ho vissuti, non so' voi se li ricordate, la patria aveva di bisogno, il debito aumentava, non c'erano tutte le diavolerie moderne, la gente teneva i soldi nel materasso e chi stava in campagna li sotterrava sotto terra dentro le bottiglie. I luminari di allora (i padri dei caporioni odierni) si sforzavano ogni giorno le meningi e ne scaturivano cose come la tassa sul macinato con importi diversi a seconda del tipo di cibo che si portava a macinare, le castagne ad esempio erano le meno tassate, allora le castagne erano  l'alimento dei poveri, pensate un po'. Quelle cinghie di trasmissione che collegavano la macina al contatore della finanza erano gli attuali registratori di cassa, quanti drammi, quante vite spezzate quando la notte si staccavano le cinghie e si macinava un po' al nero per rientrare delle spese, per dare un po' di pane all'ultimo arrivato in casa dopo gli altri nove fratellini, che allora purtroppo non c'era la tv e magari ti arrivava la finanza e ti metteva sul lastrico. Certo quei luminari inaspritori delle cinghie che tanto lustro diedero alla nazione, di buon diritto poi passarono alla storia ed alla memoria perenne, con targhe, vie, strade, scuole, insomma non per infierire, quella non era gente che ti inculava con la lagrimuccia o con il fine ti darti piacere o sollazzarti, quelle erano persone serie dal volto serio che gestivano seriamente un bobbolo di scarse risorse per via di tutti i parassiti che gravavano sulle sue spalle, clero compreso. Che differenza con la tassa sui lumini del cimitero, quella sugli zerbini, i manichini, i cartelli con l'orario di lavoro, sui menù, o le tasse sui concorsi per i disoccupati in cerca di lavoro, pure  esplicitazioni dell'immaginificità dei degni caporioni del nostro amato bobbolo tanto da farle scambiare nella speranza che passino inosservate per gomblotti, tipo le scie chimiche, l'assassinio di Marylin, Majorana che nel 55 era vivo o quella che le torri le abbatterono gli ebrei visto che stranamente tra i duemila morti non ce n'è nessuno dei loro anche se in questa evenienza si libererebbero almeno 500 vergini già assegnate a quelli che ufficialmente ne furono gli autori e quindi la possibilità di reiterazioni per altri giovani dal turbante in testa.  
Ora è chiaro che per i più scettici di Voi, quelli che erano sicuri che la swissera sarebbe stata per sempre il nostro salvadanaio, risulterà difficile, impossibile da credere che le statue che i nuovi comunicatori hanno distrutto a mazzate non erano altro che delle copie delle originali, tutte felicemente vendute a prezzi altissimi per finanziare il controllo demografico così necessario alla crescita culturale del bobboli     
 

i limiti della scienza umana e le esagerazioni nel largheggiare