03 feb 2016

Lacrymae rerum

Non ho voglia di scrivere, il cervello va impigrendosi, eppure ce ne sarebbero di avvenimenti da commentare da quando ho deviato questo mio blogghettino dalla sua missione primaria. Avvenimenti che parlano da soli come diceva un poeta latino e che possono stimolare lagrime o risa a seconda del pubblico, od addirittura ricavarci del tornaconto come fa il grande Brignano. La verità è che gli anni si accumulano ed i cazzi pure, parliamoci chiaro, spesso i cazzi sono indotti come succede ai bravi padri di famiglia che vogliono continuare a farsi carico dei loro impegni presi da ragazzi e tirano avanti serrando i denti. Purtroppo il poeta, il narratore è come il cazzo, non vuole pensieri! Ed io poeta lo son da sempre, che sia chiaro una volta per tutte. Quanto mi sarebbe piaciuto parlarvi del zika, di come lo usava nel suo linguaggio di tutti i giorni mia nonna Angelina ciociara di nascita ...."a Piè va un po' alla funtana a prenne zica acqua fresca.." e come tutti i ragazzi scherzosi nel rifare il verso ..."a no', metteme zica vino, zica sale, .." ed invece, lo confesso, apaticamente mi rifiuto di farlo. Che dire poi delle mutande alle statue di marmo? Delle mutande confesso che nun me ne frega un cazzo, cosi come del relativo rapporto sui responsabili dello scherzo che attendo fremente al più presto sulla mia scrivania per farmici due risate di nascosto dai media. Per le parole roboanti, che infiammano le cervici dei minorati, la stepchild adoption, il family day vale quanto sopra in alto a sinistra, però consiglio di andare a vedere anche il family income splitting o almeno chiedere ai vostri degni caporioni il perché l'Italia sia l'unico paese al mondo a non adottarlo. Ora dopo che finalmente si è fatta chiarezza su chi conta e chi no, se ancora ce n'erano dubbi, confesso che non mi tange anzi non me ne frega assolutamente un cazzo, senza le solite false lacrymae, perché avendone gettate in abbondanza nelle mie strette economie che mi portavano a rinunciare anche al caffè con gli amici al bar mi sento oggi vuoto nella mia impotenza di poter contribuire alla crescita sociale di un bobbolo accecato dai suoi degni caporioni. Per finire, nessun pensiero agli attori tutti della vicenda finalmente conclusasi nel degno classico modo così caro ed adatto ad un  bobbolo ormai non più recuperabile e questo perché me ne frega molto di meno di un cazzo. Chi mi legge da tempo si stupirà per tutto questo sfoggio inconsueto di cazzi, usciti di colpo dalle mie carnose labbra, però ci vuole pazienza, non è che son passato dall'altra sponda.  


 qui una panoramica sull'argomento principale



13 commenti:

Sara ha detto...

Sei un po'triste oggi.

fracatz ha detto...

Triste mai!
rammaricato per condurre una vita scialba, piena di fatica e senza riconoscimenti

S. ha detto...

se vuoi ti riconosco io? :P

Gianluigi Rizzo ha detto...

Finalmente ci sei arrivato che il popolo non è più recuperabile. I più bravi il riconoscimento ce l'hanno a vita trascorsa, quindi visto che non voglio augurarti un accidenti adesso...lunga vita a te. A proposito oggi ho letto su di un lenzuolo scritto a stampatello con una bomboletta a splay di color nero: Per la maglia e la tua città tutti in campo. Detto questo, secondo te, questi artisti da strada avranno anche loro un riconoscimento? Suvvia Fracatz, pensa a tua figlio o ai tuoi nipoti come saranno felici di aver avuto un padre e un nonno di tale spessore...no sul campo ma sulla piazza.

Il Vetraio ha detto...

A Frà: io te riconosco!
Te riconosco er merito de esser qui;
quello de esser na voce fori dar coro;
quello de esser n'estimatore d'a topa.

Ecchevvò de più!

Mariella ha detto...

Il problema è che i cazzi sono tutti nostri.

Gianluigi Rizzo ha detto...

Si si fracatz con sto cazzo di essere la voce fuori dal coro te la prendi nel culo. Altro che non te ne fotti un cazzo..no no ti fottono eccome.

Gianluigi Rizzo ha detto...

Si si fracatz con sto cazzo di essere la voce fuori dal coro te la prendi nel culo. Altro che non te ne fotti un cazzo..no no ti fottono eccome.

fracatz ha detto...

un grazie per gli apprezzamenti, in particolare a quelle lettrici che mettono a rischio la loro reputazione e quella dei loro cari, leggendo anche saltuariamente scritti altamente pornografici ed evidenziando il loro passaggio

pasqualedimario ha detto...

è la televisione che abbrutisce ( nella bolletta della luce ). basta diglie : " 14. Ar dottor Cafone 1
Tre sonetti

Sor cazzaccio cor botto, ariverito,
ve pozzino ammazzà li vormijjoni,
perché annate scoccianno li cojjoni
a cchi ve spassa er zonno e ll’appitito?
Quanno avevio in quer cencio de vestito
diesci asole a rruzzà cco ttre bbottoni,
ve strofinavio a ttutti li portoni:
e mmó, bbuttate ggiú ll’arco de Tito!
Ma er popolo romano nun ze bbolla,
e quanno semo a ddí, ssor panzanella,
se ne frega de voi co la scipolla.
E a Rroma, sor gruggnaccio de guainella,
ve n’appiccicheranno senza colla
sette sacchi, du’ scorzi e ’na ssciuscella. 2
14 febbraio 1830 - De Peppe er tosto

E STACCA' LA TELEVISIONE

fracatz ha detto...

14 febbraio 1830
come passa er tempo Pasquà
com'eravamo giovani, che pensieri nobili
Dio, la patria..........
e la contessa di Castiglione non era ancora nata

Bill Lee ha detto...

ma si Fra, ogni tanto ci sta! Sfogati, metti cazzi dappertutto!

Sara ha detto...

Abitava dalle mie parti.