28 giu 2018

il giorno che me ne andrò

 Il giorno che men'andrò, sarà uguale a tutti gli altri, 
con la gente ammucchiata nei mezzi pubblici e presa dai pensieri quotidiani
ed i barboni puzzolenti a rovistare nei cassetti delle macchinette automatiche 
alla ricerca di qualche monetina. 
Con gli studenti allegri e vocianti davanti le scuole, in attesa della campanella 
e le giovani mamme dagli occhi felici a spasso coi loro bambini, 
sognando per loro futuri radiosi. 
Con gli innammorati, da sempre immortali, sorridenti, negli occhi e nei cuori 
e con il vento che scorre tra i fiori e le stelle lassù immobili a guardarVi
aspettando.
Il tempo si fermerà, però solo per me, che continuerò ad esserci nei pensieri
 di chi mi incontrò ed instintivamente mi volle bene per ritrovarci infine
tutti in quella galassia a quattro miliardi di anni luce
che tanto ci incuriosì sui banchi di scuola.

(Continuerò però ad esserci per chi desidera piazzare nel suo bel post due foto in orizzontale)
 

7 commenti:

CirINCIAMPAI ha detto...

Fra...cent'anni.

silvia ha detto...

Ma che bella poesia. . L'hai scritta tu?

Fracatz ha detto...

È la mia ultima ode

Sara ha detto...

Ma dove pensi di andare?

CirINCIAMPAI ha detto...

Come si dice a Pontida "uaglió nun f'o fess"

Fracatz ha detto...

Per ora sto a Ciro' marina

Giulia ha detto...

La vera partenza intelligente: me ne vado e non torno più.