6 giu 2019

Sostenibilità dell'Intelligenza artificiale

Eravamo in pieno boom economico, progressi strabilianti in tutti i settori, mi trovavo per lavoro un paio di mesi a Milano, la TV era ancora in bianconero e giusto un paio di canali rai, quindi la sera si andava volentieri al cinema. Ricordo l'impressione di odissea nello spazio, quello che si prevedeva nell'allora lontano 2001, un'impressione abbastanza realistica, poi venne il 2001 ed ancora i ponti edificati con i soldi del boom non iniziavano a crollare, ma dell'intelligenza artificiale alla guida delle auto viaggianti sui cuscinetti d'aria non se ne vedeva in giro. Oggi siamo nel 2019 e qui a Roma le strade hanno sempre le dimensioni che avevano cento anni fa, quando ci andavano con le bici o coi cavalli ed in periferia ci giocavamo a pallone fino al famoso boom degli anni 60 che portò i cittadini persino a parcheggiare in seconda fila. Oggi non c'è spazio per parcheggiare in terza fila e con tutte le buche che ci sono si sente proprio la necessità di avere almeno degli autobus viaggianti sui cuscinetti d'aria come previsto in tutti i fumetti degli anni del boom cervicale. La bobbolazione su questa palla di merda aumenta in maniera esponenziale ed anche i più evoluti si sono arresi, troppo faticoso e dispersivo esportare educazione, cultura, libero pensiero e relativo controllo delle nascite, meglio limitare i danni con muri alti, chiusure delle frontiere e presto creazione di organizzazioni tipo isis per il controllo demografico coatto.
Mi spiace morire senza aver visto all'opera le intelligenze artificiali, troppo costose anche in futuro, troppo affollamento, accontentateve pertanto de "google chiamame 'sto cazzo" e se dovessero arrivà li barbari con le grosse mazze ( oggi solo figurativamente ) come al tempo dei Romani, allungate er brodo e vivetece assieme felici.    

ragazzi occorre assolutamente adeguarsi al must di turno

5 commenti:

Lorenzo ha detto...

La faccenda della "intelligenza artificiale" è solo un'altra balla inventata dal marketing.

Una AI o IA, è una macchina auto-cosciente.

Non abbiamo la tecnologia ne le conoscenze teoriche per costruire una macchina che pensa, nemmeno a livello elementare.

Quelle che oggi si chiamano "intelligenza artificiale" sono solo dei software che elaborano grandi quantità di dati con determinati algoritmi sulla base dei quali questi software prendono delle "decisioni". Diciamo che si tratta di varianti molto complesse della semplice sequenza "se - allora - oppure", dove TUTTE LE CONDIZIONI POSSIBILI SONO PREVISTE AL PRINCIPIO.

Facciamo l'esempio di un software a cui è affidato il compito di comprare e vendere azioni. Il software viene istruito con un certo numero di dati sulla "storia" dei mercati negli ultimi cent'anni, viene istruito con un certo insieme di "regole" economiche che descrivono il funzionamento dei mercati. Poi il software "osserva" il mercato oggi e domani, sulla base dei criteri che gli sono stati imposti, decide cosa comprare e cosa vendere. Dov'è la differenza tra il software e una persona? Il software non dorme mai, il software può tenere sotto controllo tutte le azioni su tutti i mercati, il software può effettuare decine, centinaia, migliaia di transazioni in un secondo.

Attenzione però.
Il software fa solo quello che è stato progettato per fare. Non fa niente di più e niente di meno. Non è "intelligente" se non per il fatto che entro certi limiti può "imparare" collezionando più dati rispetto a quelli che aveva all'inizio e può misurare l'efficacia di una azione rispetto ad un obbiettivo dato. Il software che compra e vende azioni continuerà a comprare e vendere azioni per sempre. Non si ferma e sopratutto non si distrae, non gli viene mai voglia di un gelato, di fare un disegno, di fare una qualsiasi altra cosa. Lo stesso software non sarà mai capace di guidare un'automobile o di cucinare un uovo sodo. Per non dire di immaginare di guidare un'automobile o immaginare l'uovo sodo.

Già siamo al limite quando cerchiamo di costruire macchine che "vedono" il mondo che esiste. Non abbiamo nessuna idea di come costruire macchine capaci di immaginare il mondo che non esiste. La ragione ultima è che non sappiamo come funziona il pensiero umano, non sappiamo da dove viene la nostra coscienza.

fracatz ha detto...

Hai ragione, siamo veramente indietro rispetto alla fantasia che sorregge gli illuminati. Sul fatto delle azioni poi ho un carissimo amico ex docente uni ora in pensione che me fracassa i cojoni da una trentina d'anni col suo programma borsistico che ancora usa in via sperimentale (senza mettecce la grana vera), quando per fare quella vera basterebbe un pizzino da qualche consigliere o amministratore delegato

pasqualedimario ha detto...

a Frà la soddisfazione de mandà a cchiamà sto cazzo co ggoogle livella le possibilità che la tecnologia dà a chi cià li guadrini. le catene so' sempre fatte per spezzalle e come se dice sempre in ambiente clericale che l'ommini so' tutti uguali davanti a la morte riappacifica con er padreterno che nun accetta le indurgenze lucrate. ar vaticano però è differente

enio ha detto...

lz macchina senza guidatotre potrebbe essere avvicinata un pochino alla intelligenza artioficiale. Però per quanto riguarda Roma ci vorrebbe qualcosa di diverso per risollevare un pò la situazione, ma penso che i romanoi si siano appoggiatio all'intelligenza sbagliata.

Lorenzo ha detto...

La automobile a guida autonoma fa solo quello che è stata progettata per fare. Quindi tutte le possibili condizioni "se - allora" sono state previste in partenza. Il software si limita a confrontare i dati dei sensori con la libreria di condizioni "se" e quindi decide con un "allora" in base alle regole pre-impostate. Le macchine a guida autonoma si trovano bene in autostrada, meno bene in centro città (e probabilmente hanno una regola "fail safe" per cui nel dubbio si fermano), non si muovono offroad, dove il contesto è troppo diseguale. La tecnologia di solito viene sviluppata in ambito militare e se non ci sono ancora carri armati automatici è perché il campo di battaglia è troppo complicato.

Per la Borsa, è risaputo che una parte consistente e via via crescente del volume di transazioni su scala planetaria ormai è gestito da macchine, da automatismi. I veri riccastri hanno investito fantastiliardi per mettere a punto questi automatismi che lavorano per farli ancora più ricchi da dentro qualche caveau sotto una montagna. Si potrebbe ovviare vietando le operazioni automatiche ma quelli che decidono sono al soldo dei riccastri, quindi noi piccoli risparmiatori, il famoso "parco buoi", lo prendiamo nel didietro.

Però, possiamo almeno evitare di ripetere gli slogan del marketing come "intelligenza artificiale".