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8 dic 2022

Tempi andati

Il tango ed il valzer, quanto nobilitavano NOI mortidifame! Ricordo con nostalgia quelle volte che da bambino i miei zii contadini mi portavano la domenica nelle varie aie e mentre noi bambini godevamo magari di un bicchiere di gassosa e qualche dolcetto casereccio, loro si lanciavano con romantica cadenzata foga nello spiazzo preposto, cercando di dare il meglio di se stessi accompagnati dalla solita fisarmonica dell'elemento ispirato. 
Per noi era una gran rottura in quanto ci toccava star buoni ed aspettare, che poi una volta da grande mi resi conto che neanche lo facevano per rimediare qualche anima gemella, loro tutti morti anziani e scapoli, ma proprio perché la domenica desideravano evadere dal solito misero tran tran della loro vita quotidiana.  Comunque a guardà tutti quei miseri dalle mani callose vestiti in giacca e cravatta volteggiare armoniosamente sul rude pavimento sarebbe qualcosa di imperdibile oggigiorno anzi da pagacce proprio er bijetto, che persino nelle feste dei borghi di Latina c'è tanto di orchestra e pavimento sempre lucidato. 
Te comunque, visto che rifiuti le danze arifatte co' l'ajetto cantanno: "...Mi manchi, mi manchi.  Posso far finta di star bene, ma mi manchi...." e poi come sempre nella vita sarà quel che sarà....
mia mamma insistette per la terza volta per avere la femmina e fu accontentata, che ai suoi tempi la femmina garantiva una vecchiaia serena ai propri genitori, poi venne l'era moderna, i robot e speriamo di non averne bisogno.

13 ago 2020

Niente giretto estivo


                ( A )
Nelle discariche, i disperati
Cercando da mangiare, cercando
In mezzo alla gente, in mezzo
Alla strada domandando carità
La vita si sveglia piangendo
Voi figli di nessuno
Negli anni dimenticati
Tu ne hai solo 51
Ma sembrano cent’anni

Cuore mio
Fonte viva, gradita
Così anch’io
Posso bere alla vita
Ecco il giorno
Che trafigge una nuvola
E ridendo
Arriva fino a qui...
Viene intonando un dillu...
Viene intonando un dillu...
                 ( B )
Nelle discariche, i disperati
Cercando da mangiare, cercando
In mezzo alla gente, in mezzo
Alla strada domandando carità
La vita si sveglia piangendo


Anche quest'anno niente giretto sardo, niente feste di paese, niente musica e serate in allegria, per non parlare dei panorami e delle spiagge, questa volta è stata tutta opera della pandemia a ricordarci che tutto in questa vita è aleatorio ed i bei momenti un premio alla nostra buona volontà.
Auguro a tutti buone vacanze e se non andate in Sardegna, potete accontentarvi del pezzo che Vi ho messo e far volare la vostra fantasia.
Pace e bene 

9 lug 2020

Addio maestro trombista



Abbiamo avuto anche l'onore di esser accompagnati nella nostra vita dalle onnipresenti musiche di un grande essere umano e di questo ringraziamo la sorte. Chissà perché mi è venuto l'estro di rammentarlo, visto che lui non ci teneva e che se ne volle andare nel più stretto silenzio possibile, sarà stato proprio questo.a spingermi.
Quello che mi colpì di lui, da ragazzo, fu il fatto che era sempre in testa alla distribuzione mensile dei diritti d'autore SIAE e l'invidia per un ragazzo era forte, poi l'amico del bar che ci forniva i dati mensili sparì e non ne seppi più nulla, ma credo che ancora oggi e anche domani starà sempre in vetta, con le migliaia e migliaia di pezzi da lui composti e che risuonano in tutto il mondo. Ciò che più mi ha colpito oggi invece è stato il suo forte desiderio di esser definito come trombista, alla faccia di tutti gli acculturati che, siccome il verbo "trombare" negli anni si è consolidato di più nella sua accezione di "rapporto sessuale", "fregare" in tutti i sensi, "bocciare" a scuola, hanno inserito in tutti i vocabolari cruscali e non, il sostantivo "trombettiere", ridimensionando di molto la professione e generando così traumi e drammi a tutti i maestri trombisti, costretti a trasportare i loro strumenti in anonime valigette per non farsi riconoscere dalla gente.
Scendere al compromesso, deciso dall'alto, per accontentare le masse sul verbo trombare ed accettare una dequalificazione del proprio titolo professionale può comportare traumi da analisi e le valigette certamente sarebbero più consone per le trombette, questo mi vien da dire ai vari caporioni addetti alla distribuzione della crusca