Ogni giorno ai primi chiarori dell'alba iniziano, dapprima incerti e poi sempre più decisi, tra le fronde degli alberi quei rumori dei volatili che si apprestano ad affrontare il nuovo giorno. Negli anni son decisamente cambiati qui nel mio giardino, son spariti i cardellini, i fringuelli, i verdoni e son rimasti pochi passeri, qualche merlo, tortore, corvi, qualche migratore di passaggio dal petto macchiato di rosso. Son cambiate le razze, ma non i comportamenti che si ripeteranno uguali fino alla fine: iniziano con dei brevi rumori, qualche canto spezzato e poi man a mano che il buio va via lanciano il loro ritornello completo e ripetuto, felici di aver superato la notte piena di predatori e ancor più felici di affrontare un altro giorno concessoci dal volere supremo.
Anche gli umani si risvegliano e presi dalle ansie della vita iniziano la loro di giornata senza cantare, né scambiare una parola di conforto con un loro simile che magari continua a dormire perché ha ritmi ed orari diversi e tutto questo è sbagliato e nocivo alla loro salute: dovrebbero svegliarsi felici ogni mattina ed andare al lavoro col sorriso sulle labbra come si apprende da qualsiasi trattato di benessere corporeo o spirituale facilmente reperibile in rete ora che finalmente dopo trent'anni si è sviluppata ed è accessibile a tutti.
Ecco la differenza: l'umano continua ad evolversi e l'animale no.
Ora, dopo questo cappello sulla grande maestosità del progetto riservato agli umani, ditemi Voi come sia possibile paragonarli alle bestie, eppure in questi giorni molti che si sono occupati delle vicende dei bambini volanti di Caivano hanno parlato senza mezzi termini di bestie, vite bestiali senza nemmeno le attenuanti che spettano di diritto ai mortidifame, perché parliamoci chiaro, oggi di fame non muore più nessuno.
Sì, è vero, le bestie ammazzano per sopravvivere, per mangiare, oppure per potersi assicurare la discendenza come il cuculo che fa dozzine di uova poverello e le ficca nei nidi altrui magari buttando via quelle dei proprietari, però per favore evitiamo di questi paragoni sterili e senza senso, vediamo di mettere in atto azioni curative anche per dare un significato alla giustizia terrena e non irritare troppo i nostri veri caporioni con spettacoli così degradanti, facciamo rivivere i fasti del colosseo sacrifichiamoci dentro gli elementi più mostruosi, qualcuno precipitiamolo dall'alto e loro, i nostri caporioni, eviteranno di rivolgersi all'isis per il solito controllo demografico per cercar di mantenere gli elementi peculiari della razza e bilanciare il rammollimento dei costumi e l'inevitabile degrado della crescita abnorme di subumani, già visto con la caduta dell'impero romano.
solo per i più curiosi che mi chiedono perché pubblichiamo di
giovedì