16 gen 2013

Prof. Ciompi 7 ( mafie )

Come al solito, non appena posso permettermelo economicamente, ho potuto raccogliere con gran piacere il parere e riporto integralmente l'intervista rilasciata ad una mia collaboratrice dal prof Sellone Ciompi De Petris, insigne economista e mio grande maestro
- prof Ciompi cosa ne pensa dell'attuale lotta alle mafie ?
- Il fenomeno mafioso è così sviluppato che mi fa pensare non si sia mai voluto sradicarlo, perché si continua a rispondere ad azioni terroristiche con argomenti riservati alla gente onesta. Non ha senso liberare dall'isolamento 160 mafiosi per interrompere i loro attentati bombaroli. All'attentato terroristico, quando si è in guerra si risponde con la rappresaglia nel sano rapporto di 10 a 1 come fanno da sempre i paesi civili, ma senza farlo sapere ai media, agli animalisti ed agli ambientalisti.

- prof Ciompi perchè lei dice che non si sia mai voluto sradicarlo ?
- Vede, più si scende a sud e giù giù fino all'equatore, più la mentalità della gente diverge da ciò  che sono i parametri considerati portanti di una qualsiasi civiltà occidentale anzi qualche esegeta una volta definì il limite della coltivazione della palma (prima del punterolo) come il confine per la democrazia e la civiltà occidentale. Sono restii a pagare le tasse ed il canone tv e preferiscono essere rassicurati-confortati dal padrino locale piuttosto che dal caporione lontano ed è per questo che lasciamo proliferare i loro boss fino ad un certo patrimonio di miliardi, dopodichè li becchiamo,  sequestriamo tutto, un po' come il bestiame da macello e lasciamo che la base si rielegga altri boss per poter andare avanti.
Insomma è un modo come un altro per governare, la gente paga il pizzo contenta e noi poi sequestriamo tutto in nome dello stato e se ogni tanto ce scappa qualche bombetta rientra nei canoni classici della gestione del popolo latino. 

11 commenti:

Giulio GMDB© ha detto...

Secondo me anche i sequestri dei beni dei boss sono un po' una leggenda metropolitana...

Emix ha detto...

Immenso.

John Law ha detto...

L'identificazione del "limite della coltivazione della palma (prima del punterolo) come il confine per la democrazia e la civiltà occidentale" è troppo forte, questa te la rubo e non c'è copyright che tenga!

giovanotta ha detto...

ah il nostro caro prof Ciompi, mi mancava!
(cmq questo pezzo di Celestini picchia, non lo conoscevo)
ciao

Faina ha detto...

ecco, spiegata così è più semplice e rassicurante.

pasquale ha detto...

no, dicevo... gliela faremo stavolta a votà Grillo col blogghe o ancora aspettamo n'antri 100 anni?

Blanca Mackenzie ha detto...

eh quante storie! siamo artisti,
rientriamo sempre nei canoni.
classici o tv fa lo stesso.

...

:(

benemanonbenissimo ha detto...

e ammè che cazzo me ne frega ammè del sud e della mafia, io vivo al nord!!

giovanotta ha detto...

ora che mi ci fai pensare ci sono palme (un buona parte attaccate al punteruolo) pure sotto casa..
(ma anche un po' più a nord tipo Aurelia, Civitavecchia ecc.)
Sei proprio sicuro che non ce ne siano in Lombardia, Veneto ecc?..

Anonimo ha detto...

limpido!! geniale, oserei dire...ma non so se posso spingermi tanto oltre, che poi me ne pento, forse
sam

marcell_o ha detto...

la mafia è davvero come il punteruolo rosso, non è che si ferma così, con le chiacchiere
quindi siamo senza speranza
una soluzione c'è: estinguerci. non come siciliani o italiani, no, come esseri umani
io non ci ho nessun problema a estinguermi se serve a fa' fini' 'sto casino, che semo mejo dei dinosauri?