Care ragazze, cari ragazzi, gli anni passano e ultimamente hanno ridotto di molto gli stimoli per noi umani di una certa e consolidata, così oggi mi tocca anticipare di ben 4 anni l'argomento trattato nel 2010 e poi nel 2018, perché vorrei che fosse ben chiaro a tutti Voi che non avendoVi trasmesso nulla in pensieri, parole, donazioni e lanci di stampelle dall'alto delle barricate non dovete assolutamente battervi per un misero funerale di stato nei miei riguardi e neanche per intestazioni di strade, piazze o eventuali targhe nei luoghi che mi ospitarono. Non merito neanche l'intestazione di un vicolo cieco, quantunque "Vicolo Fracatz" avrebbe una certa assonanza se oltre che cieco fosse anche buio e senza luce pubblica notturna, però non lo merito, da cieco egoista, Vi ricordo che tenni tutta per me la penna dell'uccello grifone. Risparmiate pure i fiori, e consolatevi con qualche opera di bene però sempre verso altri miseri silenti contribuenti del nostro stampo. La mia vita è scorsa normale, ordinaria, anche se per aver trattato gli affari degli altri meglio dei miei, alla fine, dovetti autoflagellarvi col mio partito degli under 70.000, però non voglio assolutamente flagellare tutti con una settimana di commemorazioni pubbliche su tutti i canali televisivi, perché mi rendo conto di essere un perfetto sconosciuto per la maggioranza del bobbolo e non venite a dirmi che con la trasformazione della reggia dei Papi nella reggia del papi ci avrei quatambiato in notorietà .
Lasciatemi tranquillamente andare, come da me richiesto , ma intanto continuiamo pure a trastullarci qui nel virtuale finché salute ci assiste.
Il giorno che men'andrò, sarà uguale a tutti gli altri,
con la gente ammucchiata nei mezzi pubblici e presa dai pensieri quotidiani
ed i barboni puzzolenti a rovistare nei cassetti delle macchinette automatiche
alla ricerca di qualche monetina.
Con gli studenti allegri e vocianti davanti le scuole, in attesa della campanella
e le giovani mamme dagli occhi felici a spasso coi loro bambini,
sognando per loro futuri radiosi.
Con gli innammorati, da sempre immortali, sorridenti, negli occhi e nei cuori e con il vento che scorre tra i fiori e le stelle lassù immobili a guardarVi aspettando. Il tempo si fermerà, però solo per me, che continuerò ad esserci nei pensieri di chi mi incontrò ed instintivamente mi volle bene per ritrovarci infine tutti in quella galassia a quattro miliardi di anni luce che tanto ci incuriosì sui banchi di scuola.
(Continuerò però ad esserci per chi desidera piazzare nel suo bel post due foto in orizzontale)
Non di rado si capita su blog, molto interessanti dal punto di vista demo-esistenziale e poi ci si rende conto che sono lì, ormai abbandonati e senza speranza che l’autore ne riprenda il servizio, e non sempre perché stanco del suo giocattolino, bensì perché scomparso inaspettatamente.
Non vorrei lasciare queste pagine senza un saluto, quindi, avendo a suo tempo deciso che le mie ceneri debbano andare ai piedi di un albero di ulivo, essendo sempre stato animale terrestre ed estremamente pacifico, comincerò da oggi la lunga ricerca di un ulivo degno di accogliermi ed a preparare il post di addio per salutare in maniera appropriata:
Per gli epitaffi, approfitterei del Giusti, dicendo, nel caso più logico
Prima viveva: è morto
Frank Sinatra- My Way
Oppure in caso di insalubrità
Fracatz, che portò
fin dalla culla
il duro peso di
una vita oziosa,
stanco di non
far nulla,
un giorno si
ammazzò per
far qualcosa
Doors- The End
Ora vi lascio, perchè prevedo che la ricerca dell'albero sarà lunga e faticosa
Un
grazie a mia nonna Angela, gran lavoratrice nonostante i suoi 7
figli, da cui ho appreso la virtù delle formichine, della rinuncia e
della scelta confacente: tipo farsela a piedi e con i soldi del
biglietto comprarci un gelato Grazie a nonno Peppe alle sue manone
piene di calli per avermi portato tante volte sulla canna della sua
Bianchi e trasferito l’amore per le piante, per la campagna, il
gusto di fare il vino, raccogliere funghi e la pazienza di accudire
le bestie. Grazie ad entrambi i nonni per avermi fatto da genitori
per 2 anni per necessità contingenti Grazie a nonna Silvia,
contadina e romana da sempre, per tutte le sue storielle sui papi, le
canzoncine con cui manifestava la sua allegra femminilità nonostante
i 5 figli tutti maschi, grazie per qualche piatto romano che
raramente ancora cucino e per le estati in cui mi ospitava per i
lavori edili nelle vacanze scolastiche. Grazie a zio Lello per
avermi insegnato che dopo 6 giorni di lavoro, la domenica bisognava
riposare ed andare al cinema e grazie per avermelo sempre pagato. Un
caro grazie a te mamma Lavinia per avermi accolto sulla tua barchetta
di cui tu saldamente tenevi il timone mentre Amilcare duramente
remava, il grazie è particolare perché so’ quanto tu avessi
desiderato una femmina e che fosti costretta a riprovarci finchè il
buon Dio non ti accontentò Un grazie a tutti per non esservi mai
lasciati andare in sdolcinerie tipo carezze sul capo o baci se non di
saluto o commiato e penso che questo vi sia pesato maggiormente,
perché sapevate quant’è duro formare un uomo libero che sapesse
affrontare il cammino della vita senza contare su nessuno. Grazie
per le vostre ferme convinzioni, per non aver mai ceduto ad un
pianto, ad un capriccio, cosa ormai desueta e che ha portato al
disfacimento della famiglia e della razza italiana.