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31 ott 2013

Le stagioni dell'amore

Arrivano così, senza preavviso, gli anni passano ma i desideri non invecchiano, quasi mai, non nel mio caso insomma, lo posso testimoniare, solo cambia l'obiettivo degli stessi.
Da adolescenti ci colpiva qualcosa nel fisico dell'altro, tanto da farci trasecolare al sol vederlo e mandarci in estasi, senza badare affatto al suo equilibrio psichico o ai comportamenti strani che anzi erano accettati e tollerati quasi come affettuose corbellerie.
Con gli anni si passa all'attrazione del  carattere opposto e complementare tale da bilanciare la coppia ed in effetti innamorarsi di una persona identica a noi sembrava una cosa piatta, monotona, lo ricordo perfettamente.
Poi, sempre con gli anni, si cerca qualcosa di più simile a noi, meno stressante da gestire e l'attrazione fisica passa in secondo piano, ovvero ci si vede, ci si frequenta, si va negli stessi posti, in biblioteca, al cinema, al mare, ai monti, si guardano le stesse trasmissioni tv e ci si innamora a poco a poco.
Le stagioni dell'amore viaggiano su binari paralleli a quelli della vita degli individui e solo a pochi è concessa la trasgressione l'egoismo e l'egocentrismo, in genere i ricchi sono facilitati, perchè possono cambiare di binario senza troppi traumi, senza generare troppo dolore e fingere così di arrivare di nuovo all'estasi, al pensiero che senza l'altro non si possa vivere, cercando l'immortalità anche dei corpi. 
Ai poveri, ma poeti, è concesso ancora d'innamorarsi, di uno sguardo, dei comportamenti, di una voce calda e sensuale per continuare a sognare che "senza di noi ho ancora quella strana voglia di sentirmi solo"... 

 Ai poveri e con scarse velleità poetiche invece non è concesssa neanche questa di trasgressione