09 giu 2016

La mia parata

Avevo appena vent'anni, una gran voglia di indipendenza, lavorare e studiare per non esser di peso e così partecipai e vinsi il concorso allievi ufficiali di complemento e partii soldato: presi la metro fino a laurentina e l'autobus per la cecchignola. Era primavera ed appena messa la divisa, quelli più alti ed aitanti (oggi visto che la leva non è più obbligatoria penso che lo siano tutti) vennero scelti per partecipare alla sfilata del 2 giugno e tutti i giorni dedicavano un'oretta all'allenamento per poter marciare uniti con tutti i 130 facenti parte la compagnia di rappresentanza. E' chiaro che ogni giorno i capi per rendere più importante e competitiva la cosa scartavano almeno una persona e si tirava avanti motivati.
Io resistetti fino a quando non si cominciarono le prove all'esterno, se ben ricordo ci portavano tutti al foro italico e in quei vasti spazi, assieme ad altre decine di compagnie di tutte le armi si facevano le prove, ma un conto è l'atmosfera intima della caserma, altro gli spazi immensi ed infatti la musica distribuita da più altoparlanti era molto difficile da seguire per cui occorreva fidarsi di chi ci precedeva per mantenersi al passo. La mattina delle prove ci si alzava presto, si saliva sui camion e si arrivava al foro e qui si provava, senza possibilità di sedersi, così quando arrivò l'ordine imperativo:
- .."Tu penultimo in seconda filaa.." ,
- "chi, ioo?" 
- sì proprio tuuuu,  fuuuooorrriiiiiii, stai fuori 
- signorsì  
Non riuscii mai a capire come poteva esser successo, proprio io che seguivo chi mi precedeva, niente, io fuori e quello dentro, pazienza.
In seguito apprezzai molto il vantaggio di quella esclusione, anche se, lo giuro, non fu da me cercata volontariamente, niente più alzatacce per marciare e lo strazio del 2 giugno in cui i reparti, allora erano tanti, prendevano posizione alle 4 di notte fino alla cristoforo colombo per presentarsi ordinati a sfilare sotto al colosseo.
Ricordo perfettamente che per non punire ancor di più i partecipanti i comandanti non ci fecero uscire in libera uscita fino a quando non rientrarono tutti in caserma e così uscimmo tutti il pomeriggio.
Fortunatamente la nota negativa non influì sulla mia futura carriera cui potei accedere e mettere tutta la mia persona e le doti al servizio della patria, avendone in cambio uno stipendio mensile che mi garantiva la mia indipendenza familiare. 
A ripensarci oggi, nel clima di sfascio generale, dove grazie ad internet non esistono più segreti, obiettivi, ideali, mi viene da considerare la cosa come il primo comportamento corretto, da itajano, preso nei mei confronti: evitarmi una grande rottura de cojjoni. Ma vi ripeto allora ci rimasi male per il mio grande spirito patriottico: sacrificarmi per la patria era il mio motto

qui sfila l'italia migliore mentre qui il risultato della parata

17 commenti:

Sara ha detto...

Tu pensa che negli archivi ci sono i fatti personali dei soldati di 100 anni fa.

fracatz ha detto...

Il soldato continua a essere lo sconosciuto protagonista di guerre e operazioni che lo sorprendono sempre anche se è lontano il tempo della canzone: "Il soldato che va alla guerra mangia, beve e dorme in terra"
Oggi almeno è stato riconosciuto come mestiere

Giulio GMDB© ha detto...

Ogni tanto penso con nostalgia al periodo della leva ma credo che sia dovuto solo al fatto che quella volta avevo vent'anni e poche preoccupazioni :-)

nonno enio ha detto...

io ho fatto il bersagliere a Roma, alla caserma Pietralata nel 1967... giocavo a pallone nella compagnia atleti... poi ho fatto l'imboscato al Celio... del militare mon ho MAI voluto avere ricordo, non ho neanche una foto di quei tempi

fracatz ha detto...

bersagliere?????
ma allora puro tu vai forte nella corsa

Gianluigi Rizzo ha detto...

Ciao Maestro. Difficile commentare dopo l'ennesima tragedia dove la vita di un uomo non ha più valore neanche per il loro dio. Io come ho scritto in passato riuscì a superare i test e il colloquio per diventare parà, ma un problema fisico mi fece al più bello abbandonare il mio piccolo sogno. Quindi, visto che con il garand avevo fatto parecchi bersagli (forse tutti) ed ero riuscito a lanciare la bomba a mano (se non sbaglio una forma cilindrica di color rosso) tenendo alla sinistra la linguetta e non viceversa, sapevo già che mi aspettava Roma con una grande infinità di guardie. Ma caro Maestro, uno fa i sacrifici per un sogno e no per le 4000 mila lire giornaliere, quindi marcai visita e mi feci spedire all'ospedale militare di Firenze per ottenere il declassamento di 4 che ti privava di onorare la patria dentro la guardiola. Detto fatto uscì pronto per villeggiare un anno a Roma, ma avevo un altro obiettivo da raggiungere quello di esentarmi anche dalla curvè cucina e dai piagnoni notturni e pulizia dei bagni turchi. Il primo giorno che entrai alla caserma dei Granatieri nel quartiere di Pietralata andai a vedere la mappa della caserma. Avevo solo l'interesse di vedere il posto più imboscato della caserma individuando una zona dove si faceva la manutenzione degli M113. Raggiunsi il giorno dopo il post presentandomi al suo responsabile il tenente a 2 stelle (non ricordo più il nome) dove mi offrì come scritturale. Ero del terzo scaglione e iniziai a (lavorare) con un altro ragazzo fuori scaglione 2 per tutti i rimanenti 10 mesi. Una grande infinità di permessi, licenze premio ufficio, premio campo, fu veramente, Maestro, più che parata un paraculando per tutto l'anno. C'è tanto da scrivere sul quel meraviglioso anno: dai marescialli che si riempivono le macchine di alimenti ai marescialli con i bidoni di olio per motori, dalla suddivisione di gruppi di soldati che uscivano solo con i lori simili e a quella mia che ero uno dei pochi che usciva con i ragazzi del nord (est) perché non mi piacevano le mie tribù. Con il tempo, poi, ho scoperto che sono le migliori d'Italia. Stammi bene Maestro...

Gianluigi Rizzo ha detto...

Ciao Maestro. Difficile commentare dopo l'ennesima tragedia dove la vita di un uomo non ha più valore neanche per il loro dio. Io come ho scritto in passato riuscì a superare i test e il colloquio per diventare parà, ma un problema fisico mi fece al più bello abbandonare il mio piccolo sogno. Quindi, visto che con il garand avevo fatto parecchi bersagli (forse tutti) ed ero riuscito a lanciare la bomba a mano (se non sbaglio una forma cilindrica di color rosso) tenendo alla sinistra la linguetta e non viceversa, sapevo già che mi aspettava Roma con una grande infinità di guardie. Ma caro Maestro, uno fa i sacrifici per un sogno e no per le 4000 mila lire giornaliere, quindi marcai visita e mi feci spedire all'ospedale militare di Firenze per ottenere il declassamento di 4 che ti privava di onorare la patria dentro la guardiola. Detto fatto uscì pronto per villeggiare un anno a Roma, ma avevo un altro obiettivo da raggiungere quello di esentarmi anche dalla curvè cucina e dai piagnoni notturni e pulizia dei bagni turchi. Il primo giorno che entrai alla caserma dei Granatieri nel quartiere di Pietralata andai a vedere la mappa della caserma. Avevo solo l'interesse di vedere il posto più imboscato della caserma individuando una zona dove si faceva la manutenzione degli M113. Raggiunsi il giorno dopo il post presentandomi al suo responsabile il tenente a 2 stelle (non ricordo più il nome) dove mi offrì come scritturale. Ero del terzo scaglione e iniziai a (lavorare) con un altro ragazzo fuori scaglione 2 per tutti i rimanenti 10 mesi. Una grande infinità di permessi, licenze premio ufficio, premio campo, fu veramente, Maestro, più che parata un paraculando per tutto l'anno. C'è tanto da scrivere sul quel meraviglioso anno: dai marescialli che si riempivono le macchine di alimenti ai marescialli con i bidoni di olio per motori, dalla suddivisione di gruppi di soldati che uscivano solo con i lori simili e a quella mia che ero uno dei pochi che usciva con i ragazzi del nord (est) perché non mi piacevano le mie tribù. Con il tempo, poi, ho scoperto che sono le migliori d'Italia. Stammi bene Maestro...

Gianluigi Rizzo ha detto...

Certo che viaggio sempre come i coglioni...a due a due! ☺

Gianluigi Rizzo ha detto...

Certo che viaggio sempre come i coglioni...a due a due! ☺

fracatz ha detto...

non importa Gianluì, è sempre bene rimarcare i concetti
certo che te a 20 anni già sapevi come andava il mondo, io nella mia innocenza non avendo santi in paradiso puntai tutto sul mio amor di patria e fu per quello che mi premiarono, premiarono la mia innocenza ed ebbi lo stipendio a fine mese

Gianluigi Rizzo ha detto...

Maestro non è che dobbiamo fare la fine di quegli economisti londinesi da te citati un paio di post fa per sapere che noi uomini abbiamo un abbassamento del testasterone in molti casi dovuti allo stress e al fumo. Io già negli anni novanta mettevo tutto in equilibrio con prodotti naturali e non avevo bisogno...ma lo sforzo fisico nel fare tante attività sportivi mi fecero aprire le porte del paradiso. Adesso sono raddoppiati i benefici con prodotti New entry. Quindi sti economisti ce sta fanno nel mondo? Poi, in quegli anni noi tutti eravamo più pratici di questi stambecchi a cavallo del millennio, di sicuro informati di noi, ma sempre stambecchi rimangono. Mi sembra ovvio che con lo stipendio da ufficiale in quel periodo così amaro per tante famiglie ti ha reso per un breve periodo cieco, ma io come tanti a 4000 lire dovevamo per forza vedere. La vista, il poter vedere quello che ad altri non è stato concesso per una questione di fato ci ha permesso di non stare lì, con lo sguardo fisso e vuoto verso la bandiera mentre l'ufficiale di ispezione controllava i nostri anfibi per poterci punire. Mentre dall'altra parte i marescialli svuotavano le mense. Così ci hanno addestrati, così è la nostra società. Maestro non mi rimaneva che diventare Muhammad Alì, mentre la maggior parte della truppa accettava di essere schierato per diventare i Cassius Clay. Tu che vivi a Roma aprì la finestra per vedere quanti circolano intorno alla tua residenza..Apri. Io invece negli ultimi anni mi sono spezzato la schiena e diviso a due per non vedere quello che tu vedi quotidianamente. Stammi bene..un abbraccio!.

Gianluigi Rizzo ha detto...

Maestro non è che dobbiamo fare la fine di quegli economisti londinesi da te citati un paio di post fa per sapere che noi uomini abbiamo un abbassamento del testasterone in molti casi dovuti allo stress e al fumo. Io già negli anni novanta mettevo tutto in equilibrio con prodotti naturali e non avevo bisogno...ma lo sforzo fisico nel fare tante attività sportivi mi fecero aprire le porte del paradiso. Adesso sono raddoppiati i benefici con prodotti New entry. Quindi sti economisti ce sta fanno nel mondo? Poi, in quegli anni noi tutti eravamo più pratici di questi stambecchi a cavallo del millennio, di sicuro informati di noi, ma sempre stambecchi rimangono. Mi sembra ovvio che con lo stipendio da ufficiale in quel periodo così amaro per tante famiglie ti ha reso per un breve periodo cieco, ma io come tanti a 4000 lire dovevamo per forza vedere. La vista, il poter vedere quello che ad altri non è stato concesso per una questione di fato ci ha permesso di non stare lì, con lo sguardo fisso e vuoto verso la bandiera mentre l'ufficiale di ispezione controllava i nostri anfibi per poterci punire. Mentre dall'altra parte i marescialli svuotavano le mense. Così ci hanno addestrati, così è la nostra società. Maestro non mi rimaneva che diventare Muhammad Alì, mentre la maggior parte della truppa accettava di essere schierato per diventare i Cassius Clay. Tu che vivi a Roma aprì la finestra per vedere quanti circolano intorno alla tua residenza..Apri. Io invece negli ultimi anni mi sono spezzato la schiena e diviso a due per non vedere quello che tu vedi quotidianamente. Stammi bene..un abbraccio!.

Gianluigi Rizzo ha detto...

Ehi....ma quanto prendevi?☺

fracatz ha detto...

un sacco di soldi, però da sottotenente ti dovevi pagare tutto, alloggio e mensa, oggi non so', magari son cambiate le cose e di certo prenderanno molto molto di più

Gianluigi Rizzo ha detto...

Alzando la loro bandiera bianca come persone realizzate, ma inutili come il chiodo conficcato sul piede di Gesù Cristo. Quindi ti sei congedato da tenente. ☺Adesso come vuoi che ti chiami in futuro? Tenentino?

Gianluigi Rizzo ha detto...

Alzando la loro bandiera bianca come persone realizzate, ma inutili come il chiodo conficcato sul piede di Gesù Cristo. Quindi ti sei congedato da tenente. ☺Adesso come vuoi che ti chiami in futuro? Tenentino?

fracatz ha detto...

sior tenente
andrebbe bene e poi suona