6 ott 2016

Odio le scuole statali

 
Odio le scuole statali
sempre scrostate, sverniciate
dai banchi traballanti, scarrupati 
le sole da NOI frequentate
e da genti impossibili, ritardate 
al punto da perderci i migliori  anni
e poi condannate 
ai più bassi mestieri.
Odio quei ragazzi goffi, coatti
delle scuole statali, dai nomi inadatti,
senza adeguata possanza, per un convitto
generosamente concesso dai pagatori di tasse
e coi loro zainetti
dozzinali, griffati, confezionati per loro
nei bassi napoletani
Così per gustare un po' di bona spigliata gioventù
da anni mi apposto all'uscita delle scuole equiparate, 
gestite dal clero 
e frequentate da tutti i figli dei nostri furbi caporioni, 
anche da quelli che le odiano nelle chiacchiere 
che a piene mani dispensano 
al nostro amato, generoso, immaginifico 
poppolo

con un caro ricordo di un grande


15 commenti:

S. ha detto...

fra sto per farti una rivelazione epocale, preparati...
i napoletani, maestri del tarocco, sono stati superati dai cinesi...sei antico, aggiornati!
(e per non dimenticare, ricordo che la colpa, di tante famiglie napoletane sul lastrico e, dunque ancor più dedite
alla bassa manovalanza della camorra, è colpa, degli accordi di Prodi, di libero (!) scambio con la Cina)
cià

fracatz ha detto...

èh, bei tempi quelli del tarocco unico napoletano
gente de core, che ha donato tutto ai nostri più sfortunati fratelli
senza nulla pretendere

Sara ha detto...

Ma non è vero!voi 70.000 siete dei gufi?

nonno enio ha detto...

io ho frequentato una scuola statale e mi sono trovato benino

happysummer ha detto...

Credo che le scuole pubbliche soffrano di un'annosa mancanza di fondi, pochi spiccioli su cui vigilano decine e decine di attenti, responsabili, integerrimi controllori e revisori di ogni grado e livello.

Lorenzo ha detto...

Mah, torno a dire, le scuole statali sono come qualsiasi altra cosa statale, servono a dare lavoro ai meridionali. Tutto il resto è di contorno.

Gli edifici cadenti, i banchi con tre gambe, eccetera, non sono il problema piu grave. Il guaio invece è che gli insegnanti sono selezionati tra gente che non avrebbe altra possibilità e quindi tendono ad essere semi-analfabeti. Non tutti ovviamente, ci sono casi fortunati ma anche casi sciagurati. Di conseguenza gli studenti sono a loro volta semi-analfabeti e la spirale si avvita.

Leggevo che un liceale degli anni '70 conosceva oltre 1500 parole, un liceale odierno ne conosce e sopratutto è in grado di usarne circa un terzo. La maggior parte degli Italiani si definisce come "analfabeta funzionale", significa che non è capace di capire un testo scritto di media complessità.

Per il resto, sentitevi liberi di fare una ricerca e consultare le varie fonti statistiche sulla preparazione degli studenti italiani rispetto alla media europea.

Gianluigi Rizzo ha detto...

Minkia sior tenente finalmente arriva il rinnovo del contratto così il mio amore potrà investire sul folletto.

fracatz ha detto...

il folletto è il simbolo dell'unione coniugale, io il mio lo portai persino in america e ci comprai il trasformatore per farlo funzionare.
Resta comunque anche il simbolo della stupidità del bobbolo, almeno prima di comprare un aspirapolvere, guardate la potenza del suo motore e paragonatene il prezzo con un altro della stessa potenza venduto al supermercato

fracatz ha detto...

scusa Lorenzo, ma se il liceale degli anni 70 conosceva 1500 parole per caso gli insegnanti non erano tutti del sud e vincitori del relativo concorso?
Il fatto è che ci siamo evoluti e nonostante la bellezza della nostra lingua che consente di imparare a leggere e scrivere in un anno ci siamo messi al passo dei popoli anglosassoni che invece ne impiegano cinque, loro davvero imparano a leggere e scrivere cento parole l'anno poveretti, gli yankee poi difficilmente conoscono un'altra lingua oltre la loro e lo spagnolo.
Ce semo voluti evolve come gli yankee che hanno sempre fatto lavorare gli altri al posto loro, però gli yankee se lo ponno permette, se lo ponno

Bill Lee ha detto...


abbasso la squola pubblica

anche se lì ho imparato a fare i cannoni a bandiera

Lorenzo ha detto...

FraCoso, ho scritto sopra "spirale".

Se tu consideri che ogni generazione di studenti è formata dalla generazione di studenti precedenti, che gli insegnanti non nascono sotto gli alberi come i fughi ma escono dalle stesse scuole dove insegnano, ti rendi conto che ogni giro di vite gli studenti non possono che essere peggiori dei loro insegnanti, quindi la media col tempo peggiora.

Per nascondere questo fenomeno i nostri politicanti, i quali alla fine devono garantire lavoretti e pensioncine, hanno pensato bene di "equalizzare" la scuola, in modo che in pratica sia tutto livellato su quelle che una volta erano le "scuole professionali" e, mentre i bimbi delle elementari non sanno leggere e contare ma trascorrono otto ore chiusi dentro con 15 maestre per classe, alle superiori e all'università si tolgono gli anni dal curriculum, tanto è tempo perso.

Ripeto, non devi prendermi sulla parola. Vai su Internet e fai le tue ricerche.

Lorenzo ha detto...

Inoltre, prego notare che si continua a straparlare di "cultura".

Come scrivevo da Sara quando invitava a visitare i musei, gli Italiani sono analfabeti quindi quando vanno al museo non sanno capire quello che vedono.

Se poi fai un salto sul mio blog, nell'ultimo post si parla del fantastico "Piano Nazionale Impresa 4.0" nel quale si esplicita uno dei punti fondamentali: formare gli studenti, tecnici, laureati alle "nuove tecnologie". Non vi annoio sui tecnicismi del perché è tutto un cumulo di cavolate da venditore, però in termini concreti significa che si eliminano dalle scuole tutte le cose non necessarie alla "digitalizzazione".

Alla fine, gira e rigira, è il modello scolastico americano. Come del resto tutte le altre "riforme" servono a portare l'Europa alla pari con la società americana, più precisamente alla idea di "individuo" che esiste laggiù.

Ma sempre "garantendo i livelli occupazionali", che siamo pur sempre la terra del cattocumunismo. Stiamo facendo funzionare con le nostre imposte l'acciaieria di Terni perdendo milioni, si risparmierebbe pagando gli operai per rimanere a casa ma non si può dire.

Mariella ha detto...

A parte la noia di alcuni commenti che salto (ma so che non dipende da te) il tuo blog è uno dei miei preferiti.
Ce lo sai...
Ora, io alla scuola statale non ci tornerei per ragioni diverse però ci farei stare dentro Mr. Cocozza e tutto il cocuzzaro... a dare di bianco e a strappare rotoli di carta igienica...

Il Vetraio ha detto...

W la vagina statale!

Sara ha detto...

Mai senza folletto!