04 mag 2017

Le cantine e i trasgressori

Abbiamo già goduto del profumo del ciclamino poi misto alle zagare e mentre aspettiamo come di consueto il rincospermo, ci rivolgiamo con mestezza ai trasgressori che vollero deviare dagli insegnamenti naturali dei padri, che si ripetevano da sempre come la sequenza degli odori nel giardino: quei sani calci in culo, quegli sganasssoni...     Avete rinnegato la vostra infanzia, avete voluto porvi allo stesso livello delle vostre compagne, le mamme dei vostri ragazzi, anche se nel mio caso prendevo più botte da mia madre per via della mia cretinaggine ed adesso che state analizzando i risultati del vostro comportamento vi ritenete traditi. Avete distrutto il vostro matrimonio per tutti i problemi familiari creati dai pargoli, che vi hanno distratti, freddati e poi gelati e così ora le vostre cantine non avranno ricordi. 
Quando morirono nonno e nonna, io e mio cognato rilevammo la loro casa, per me aveva un valore affettivo, ci ero nato dentro e giustificava i molti soldi spesi per comprarla, dividerla ed ammodernarla, la cantina di nonno ricolma di oggetti estremamente sobri divenne di mia proprietà e dovetti eliminare con rammarico il 90% delle cose testimoni di una esistenza e di un passaggio terreno di tanti esseri umani, lasciai solo gli attrezzi per la sopravvivenza quotidiana contadina, alcuni secolari, perché eredidati da mio nonno dal suo.
Oggi la cantina è di nuovo stracolma di tutte le cose che mi hanno accompagnato nel mio breve passaggio terrestre, magari ingoiando bocconi amari pur di non trasgredire e quando ci capito non riesco più a ricordare cosa c'è depositato in tutte quelle scatole al di fuori del trapano e la borsa dei ferri, di certo sono lì a ricordarmi che il tempo della mia partenza si avvicina e qualcuno dovrà farsi carico di buttarle perché la storia si ripeta. 

non perdetevi il due per uno questa volta alla coop

4 commenti:

pasqualedimario ha detto...

a Frà la senescenza se n'esce con le peggio str..anezze ma che ricorre da secoli
Li vecchi
Ecco cosa vò ddí ll’èssese avvezzi
a ddisprezzà l’età: sse va sse svìcola
e vviè la vorta poi che sse 3 pericola
e sse sconteno tuti tli disprezzi.
Pe nnun volé er bastone oggi er zor Ghezzi

propio a le colonnette de Pubbricola,
è ccascato e ss’è rrotta una gravicola
e la nosce der collo in cento pezzi.
La coccia de li vecchi è una gran coccia.
Vònno fà a mmodo lòro: e Iddio ne guardi
conzijjalli! ve pijjeno in zaccoccia.
Sospettosi, lunatichi, testardi,
pieni de fernesie ne la capoccia,
e spinosi, per dio, ppiú de li cardi.
17 gennaio 1835

a Frà antri 100 anni in salute e in allegria !!!

Giulio GMDB© ha detto...

La cantina è un po' come il cestino del computer: sai già che quello che metti là dentro al 99% è già buttato via...

Sara ha detto...

Io elimino regolarmente le cose, non ho una cantina, ma un ripostiglio.

happysummer ha detto...

Io non elimino niente, ma proprio niente, conservo tutto, anche le cose rotte, anche gli orecchini spaiati... Che ci posso fare? Ci sono affezionata... E mi hai fatto pensare a che fatica dovranno fare''i sopravvissuti'' a disfarsene...