13 giu 2019

Il fine vita

C'è gente che si aspetta tutto dallo stato, una legge per ogni evento, per ogni avvenimento, tutto deve essere controllato dalla legge anche oggi che son finiti i danari ed in giro non circola più un euro. Come se nel nostro paese con le centinaia di migliaia di leggi le cose funzionassero alla perfezione ed i mortidifame avessero lo stesso ritorno dei ricchi dall'applicazione delle stesse, fatte proprio da uomini di legge per dar lavoro alle migliaia di persone, le più numerose al mondo, che da esse traggono sostentamento.  Non ci sono risorse per consentire una vita all'occidentale per i miliardi di diseredati che continuano a riprodursi freneticamente ed allora cos'è che spinge quegli ipocriti che si affacciano al balcone e predicano l'accoglienza? Forse vogliono colpevolizzare la gente sensibile come me ad accettare tutti questi disperati sparsi sulle strade ad elemosinare, facendoci considerare come dei privilegiati per avere una casa, una famiglia, un'automobile? Non siamo mica cavallucci marini ove il maschio oltre che ad essere monogamo ha anche l'onere di partorire quando se ne ricorda, però. Di questo passo 70.000 sono troppi, qui dovremo prendere in esame una cifra più ragionevole o predicare la misoginia come faceva Giovenale che odiava le donne, specialmente quelle acculturate, che poi non capisco proprio a cosa possa servire l'acculturamento quando ai tempi di mia mamma con la quinta elementare si poteva tenere la contabilità aziendale di una falegnameria con 10 operai tutti in regola con le marchette inps attaccate sul libretto e sempre con lo stesso titolo non si aveva bisogno di aspettare una legge sul fine vita, perché una volta raggiunto l'apice della vetta e dopo un anno di sedia a rotelle, si comincia a mangiare sempre meno fino a spegnersi lentamente senza interventi legislativi e senza commettere alcun peccato mortale qualora il caso venisse  governato dalla legge 

occorre poi assolutamente regolare legiferando sulle varie anomalie della vita

7 commenti:

Lorenzo ha detto...

Ti svelo l'arcano.
Il problema di dovere interrompere la vita, cioè dare la morte, si è presentato solo quando sono diventate disponibili le tecnologie per tenere una persona in vita molto oltre le condizioni che in natura sono fatali. Il caso classico è una persona che subisce un danno celebrale che gli impedisce di manifestare la coscienza ma, con l'aiuto di macchinari di supporto, consente di vivere come corpo "addormentato", indefinitamente, cioè per svariati anni. Oppure una persona che per un danno al sistema nervoso progressivo mantiene intatta la coscienza ma perde l'uso del corpo, cioè non controlla più i movimenti, respirazione, la parola, la deglutizione, la defecazione, eccetera.

Volendo essere precisi, il problema consiste nel fatto che la tecnologia preserva la vita da un punto di vista metabolico ma non consente la vita con una qualità accettabile, che non assomigli ad un supplizio. Una ulteriore considerazione è che la Medicina non è una "scienza" ma più una disciplina empirica, basata sulla statistica. Quindi non può affermare niente con certezza. Ne consegue che si applica il massimo della cura possibile nel dubbio che si possano avere esiti differenti per ogni singolo caso. Date condizioni iniziali apparentemente identiche, ci sono pazienti che muoiono, pazienti che sopravvivono e pazienti che rimangono nel mezzo. La maggior parte muore, anzi, la maggior parte muore per molto meno, quindi i casi descritti sopra sono relativamente rari, da cui ancora la difficoltà nel trarre delle conclusioni universalmente valide.

Sara ha detto...

È un tema difficile, ma sicuramente l'accanimento terapeutico, se non facesse prosperare l'industria farmaceutica, non sarebbe praticato.

pasqualedimario ha detto...

a Frà te che sei omo de cchiesa me devi da spiegà perchè in tutti sti secoli di onorata carriera non so' riusciti a stricà li poveri nè a falli diventà ricchi.
ce dev'esse dietro un mistero gaudioso.
volemo smette de trombà ? volemo fa cresce la ggente ignorante davanti alla televisione ? ma allora me devi dì che soddisfazione cià mai sta vita porca. mette in colonna le entrate e le uscite per mannà avanti sta fabbrica de Untermenschen ?

Lavoratori sfruttati: dalle pizze surgelate ai prosciutti, reportage dalla Food Valley emiliana. Su FQ MillenniuM in edicola - Il Fatto Quotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/15/lavoratori-sfruttati-dalle-pizze-surgelate-ai-prosciutti-reportage-dalla-food-valley-emiliana-su-fq-millennium-in-edicola/5256837/

Cremona, protesta dei facchini contro il licenziamento di 170 persone all'Iper: scontri e tensione con la polizia - Il Fatto Quotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/14/cremona-protesta-dei-facchini-contro-il-licenziamento-di-170-persone-alliper-scontri-e-tensione-con-la-polizia/5256320/

Filippo ha detto...

La prospettiva della Chiesa è sempre quella di non uccidere. Però mi pare che allo stesso tempo si sia espressa sfavorevolmente contro l'accanimento terapeutico.

CirINCIAMPAI ha detto...

Deleghiamo alla legge perché compensi attraverso un dictat la nostra pochezza umana.
Illusi (e paraculi)

digito ergo sum ha detto...

se la legge è preceduta dall'etica (e la legge sul fine vita in Italia è decisamente etica), allora è una legge ben riuscita. perché serve una legge? su questo possiamo anche discutere.

fracatz ha detto...

Laddove c'è una legge, ci sarà anche tanta buona ciccia per i poeti (della legge)