Abbiamo avuto anche l'onore di esser accompagnati nella nostra vita dalle onnipresenti musiche di un grande essere umano e di questo ringraziamo la sorte. Chissà perché mi è venuto l'estro di rammentarlo, visto che lui non ci teneva e che se ne volle andare nel più stretto silenzio possibile, sarà stato proprio questo.a spingermi.
Quello che mi colpì di lui, da ragazzo, fu il fatto che era sempre in testa alla distribuzione mensile dei diritti d'autore SIAE e l'invidia per un ragazzo era forte, poi l'amico del bar che ci forniva i dati mensili sparì e non ne seppi più nulla, ma credo che ancora oggi e anche domani starà sempre in vetta, con le migliaia e migliaia di pezzi da lui composti e che risuonano in tutto il mondo. Ciò che più mi ha colpito oggi invece è stato il suo forte desiderio di esser definito come trombista, alla faccia di tutti gli acculturati che, siccome il verbo "trombare" negli anni si è consolidato di più nella sua accezione di "rapporto sessuale", "fregare" in tutti i sensi, "bocciare" a scuola, hanno inserito in tutti i vocabolari cruscali e non, il sostantivo "trombettiere", ridimensionando di molto la professione e generando così traumi e drammi a tutti i maestri trombisti, costretti a trasportare i loro strumenti in anonime valigette per non farsi riconoscere dalla gente.
Scendere al compromesso, deciso dall'alto, per accontentare le masse sul verbo trombare ed accettare una dequalificazione del proprio titolo professionale può comportare traumi da analisi e le valigette certamente sarebbero più consone per le trombette, questo mi vien da dire ai vari caporioni addetti alla distribuzione della crusca

