Qualora vi dovesse capitare la disgrazia di un figlio femminicida o mascolinicida, insomma un assassino, mi raccomando non disperate, assolutamente evitate di impiccarvi, siamo esseri umani, li abbiamo educati cercando di evitar loro tutte le cose malvagie che i nostri genitori mortidifame ci fecero subire per farci andar via di casa al più presto possibile e crearci la nostra vita, la nostra famiglia e crescere i nostri cari figlioli diversamente dal passato e possibilmente pochi ma buoni.
Mi raccomando ragazze/i e poi, qualora proprio proprio non vi riuscisse di riprendervi, ricordate che c'è sempre Lui su cui scaricare le colpe, sì, proprio Lui che volle assolutamente farci il dono del libero arbitrio, per poi poterci premiare o condannare nell'aldilà e se non credete nell'aldilà, allora telefonateci qua. che sempre qualcosa per voi troverete, anche se non sarà mai come la soluzione dell' ex partito degli under 70.000 che aveva nel programma il poli-amore, proprio per porre fine alle tante separazioni molto costose e non adatte alla psicologia dei mortidifame.
3 commenti:
Certo che c’è ben altro. C’è sempre ben altro quando qualcosa non funziona: l’educazione, la famiglia, i valori smarriti, la scuola che non insegna più il rispetto, i social, i videogiochi, il caldo, la luna storta. Tutto è utile, purché non si pronunci la parola proibita: politica. Quando un uomo uccide una donna è colpa della madre, troppo presente o troppo assente; quando una donna uccide un uomo è fragilità emotiva; quando qualcuno si suicida è una questione individuale; quando una famiglia implode è perché “oggi non si ha più pazienza”. Mai che sia un problema di lavoro precario a vita, di case trasformate in strumenti finanziari, di separazioni gestite come guerre civili a rate, di welfare evaporato, di servizi sociali ridotti a sportelli informativi con orari da ufficio postale. Abbiamo abolito il lavoro stabile e ci stupiamo delle relazioni instabili; abbiamo reso l’abitare un privilegio e ci indigniamo per le famiglie che non reggono; abbiamo lasciato sole le madri, umiliato i padri, burocratizzato l’affetto e poi invochiamo i valori tradizionali come se fossero un software da reinstallare. A questo punto entra in scena il benaltrista: “sì ma il poliamore…”, “sì ma una volta…”. Una volta cosa? Una volta si moriva prima, si taceva di più e la violenza restava domestica anche nel silenzio. Il poliamore era una provocazione, certo, ma aveva un difetto imperdonabile: suggeriva che il problema non fosse morale bensì strutturale, che forse, azzardo, se rendi impossibile una vita dignitosa, anche l’amore diventa un campo minato. Ma questo è ben altro, naturalmente. Meglio continuare a chiedere equilibrio a persone che vivono nel disequilibrio permanente: è la soluzione perfetta, perché scarica tutto sull’individuo, assolve il sistema e consente alla politica di restare esattamente dov’è, irrilevante, irresponsabile, intoccabile.
Mi unisco all'ottimo commento di Andrea.
Non conoscevo Samaritans,mi sembra una buona cosa.
purtroppo il bobbolo è il bobbolo ed è sempre lui l'artefice dei nostri destini amico caro, amico mio, tu renditi conto che i suoi degni caporioni non si son nemmeno preoccupati di aggiornargli l'art. 6° e così ancora oggi una misera pippetta è uguale ad un ammazzamento, per fortuna che poi ci sono i caporioni illuminati che accendono le bombette e lanciano i droni e sembra che solo ad est in pochi anni hanno già fatto fuori 2 milioni di mortidifame
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